Descrizione
Dianabol o Metandienone contiene 10 mg di metandienone (17β-idrossi-17α-metilandrosta-1,4-dien-3-one) come principio attivo in ciascuna compressa. La confezione contiene 50 compresse.
Il metandienone è uno steroide anabolizzante efficace per via orale ed è stato il secondo steroide anabolizzante mai prodotto nella storia, preceduto solo dal testosterone. Considerato il punto di riferimento per lo sviluppo di massa e forza, il metandienone è altamente efficace sia assunto singolarmente sia all’interno di combinazioni utilizzate per l’avvio rapido del ciclo (kickstart).
Il metandienone non presenta un legame ad alta affinità con il recettore degli androgeni, ma esercita comunque appieno i suoi effetti attraverso di esso in vivo. Questi includono aumenti marcati della sintesi proteica, della glicogenolisi e della forza muscolare in tempi brevi. A dosaggi elevati (30 mg o più al giorno), possono iniziare a manifestarsi effetti collaterali quali ginecomastia, ipertensione arteriosa, acne e calvizie di tipo maschile. Il composto provoca severi effetti mascolinizzanti (virilizzazione) nelle donne anche a dosi ridotte. Inoltre, viene metabolizzato in metilestradiolo dall’enzima aromatasi; ciò implica che, senza la contemporanea somministrazione di inibitori dell’aromatasi come anastrozolo o aminoglutetimide, nel tempo si manifesteranno effetti estrogenici negli uomini.
L’impiego di metandienone per periodi prolungati può causare danni epatici in assenza di un adeguato supporto protettivo. La 17α-metilazione permette alla molecola di superare il metabolismo di primo passaggio epatico con una degradazione minima (provocando conseguentemente il danno epatico menzionato), garantendone l’efficacia per via orale. Questa modificazione riduce inoltre l’affinità dello steroide per la globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG), proteina che inattiva le molecole steroidee impedendone l’ulteriore interazione con l’organismo.
Lo steroide anabolizzante androgeno metandrostenolone è stato sviluppato negli Stati Uniti nel 1955. Nei contesti attuali del culturismo, dosaggi giornalieri pari o superiori a 100 mg rappresentano una pratica diffusa. Il metandrostenolone è un derivato del testosterone da cui differisce per un doppio legame aggiuntivo e per la 17-alfa-alchilazione, caratteristiche che, con l’assunzione in compresse o capsule, lo rendono potenzialmente epatotossico.
Un ulteriore elemento critico del metandrostenolone risiede nella sua conversione nell’estrogeno estremamente potente 17-alfa-metilestradiolo, responsabile di ritenzione idrica e accumulo adiposo. Per tale motivo, il metandrostenolone è considerato uno steroide da massa pura con elevata androgenicità, impiegato soprattutto durante le fasi in cui l’obiettivo primario è massimizzare forza e volume muscolare rispetto al controllo di liquidi e grasso corporeo.



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